GLI ARTIGIANI DI ITALIA BELLISSIMA

I maestri del mattone: Fornace Ballatore

Da oltre 50 anni lavorano su progetti di restauro e nuove realizzazioni, recuperando tecniche e materiali del passato. Ne parliamo con Rosanna Ballatore dell’Administrative department.

di Fabrizio Aimar

L’azienda fu fondata nel 1964 dal Cav. Giuseppe Ballatore e dalla consorte Domenica Signorile, i quali scelsero di produrre mattoni di alta gamma differenti dalle produzioni industriali per creatività ed estro architettonico.

Oggi la Fornace Ballatore, azienda di famiglia, opera con la seconda e la terza generazione. Nel 1980 la ditta venne trasferita nella sede di Villanova d’Asti, ove la tradizione e le nuove tecnologie permettono di offrire alla clientela oltre 500 tipi di mattoni e tavelle, scelti in una raccolta di oltre 1.000 stampi originali.

Insieme alla riproduzione di antichi elementi per le esigenze del restauro, nuovi formati vengono realizzati per rispondere ai bisogni architettonici. Oggi l’evoluzione è rappresentata dal costruire in ottica NZEB (Near Energy Zero Building) e NZMW (Near Maintenance Zero Wall), rispettando le norme antisismiche attraverso prodotti biologici atti a garantire elevati livelli di sicurezza, risparmi energetici e limitare le spese di manutenzione.

La recessione del settore edile ha fatto registrare una contrazione nella produzione dei laterizi del 70%. Oggi la sfida è resistere a questa fase. E’ noto che una facciata in vetro richieda continua pulizia, così come una in legno o un muro intonacato richiedano manutenzioni più frequenti rispetto ad una muratura in terracotta.

Tali fattori hanno indotto Fornace Ballatore, insieme ad altre, a fondare il gruppo ‘Fornaci del Pianalto’ per condividere, analizzare e confrontarsi con le attuali esigenze di mercato. Sono stati studiati i processi produttivi, il marketing, gli aspetti qualitativi dei prodotti, così come la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni. Sono stati esaminati i nodi costruttivi impiegando mattoni e tegole prodotti dalle ‘Fornaci del Pianalto’, abbinati ad isolanti biologici con alte performance.

L’esportazione dei laterizi sui mercati internazionali trova impieghi esigui, trattandosi di materiale con peso, volume e valore limitanti; perciò, solo articoli di alta gamma possono trovare spazio in tali progetti. Quindi, la vera sfida è mantenere le quote di mercato nazionale, evolvere con costanza i formati e le cromie, oltre a rafforzare i protocolli d’intesa con gli operatori di settore.

I mattoni da noi creati riproducono fedelmente gli antichi elementi, grazie alla ricerca accurata delle stesse argille e delle antiche tecniche produttive. Oltre ai mattoni di serie, la fornace produce pezzi su misura, a campione o a disegno. Mentre in passato si utilizzava esclusivamente l’argilla dei giacimenti circostanti, oggi nuove argille vengono ricercate di continuo per arricchire la gamma cromatica e personalizzare la costruzione. I mattoni della Fornace Ballatore sono disponibili in vari colori: rosso, rosato e testa di moro.

Ecco alcuni dei restauri per cui è stato impiegato il cotto della Fornace Ballatore: la Reggia di Venaria (Torino), la Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino), Palazzo Madama e il Castello del Valentino a Torino, la Chiesa di San Simpliciano e Piazza Olona a Milano, la piazza centrale a Rovereto (Trento).

Tra i restauri di murature troviamo invece casi significativi come quelli del Teatro Carignano a Torino, l’area delle Porte Palatine e del Mastio della Cittadella a Torino, il Castello di Pollenzo (Cuneo) e la Darsena a Milano.

2018-08-01T21:46:53+00:00