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Intervista a Luigina Giordani

Tester per la Regione Marche, è autrice del libro “Giardini da vivere”, recentemente pubblicato dall’editore Paysage.

di Fabrizio Aimar

Il suo operare ha molto a che fare con la coscienza ecologica e l’etica dei luoghi. In che modo lei utilizza le diverse conformazioni delle piante e le loro tonalità cromatiche per integrare il verde all’interno del progetto architettonico?

Ogni spazio verde deve essere pensato partendo dalla sua tipologia ma, che si tratti di aree pubbliche o private, terrazzi o cortili, giardini o parchi, aree residenziali o aziendali, lavoro per raggiungere l’armonia tra l’architettura, il paesaggio e le forme naturali di piante e fiori che ne costituiscono la trama. Per questo, mi piace realizzare dei percorsi sensoriali che si snodano in un ricco ventaglio di arbusti, erbacee e graminacee, dove privilegio tessiture minute e variate, tra cromatismi che sfumano dal blu all’azzurro, dal rosa al viola, sempre stemperati dal bianco e dal grigio-argenteo di foglie e fiori. Certo bisogna conoscere bene materiali, tecniche e piante, saperle scegliere e comporre in un insieme armonioso ma, dopo anni di studi di agronomia integrati da quelli di architettura, quest’ultima fase è senz’altro la parte più divertente del progetto. La natura riveste sempre un ruolo centrale in ogni mio progetto, integrata dall’uso di pietra e legno, preferendo sistemi di posa a secco dei materiali. Spontaneità, naturalezza, biodiversità e sostenibilità, sono la base grammaticale presente in ogni giardino che ritengo un “ambiente speciale”, a contatto diretto con aria, terra, cielo e piante.

João Nunes afferma come il giardino sia diverso dal paesaggio in termini di contesto e sensibilità. In un periodo storico in cui la natura come bene comune è riconosciuta nella sua fragilità, dunque da tutelare, quanto è importante investire sulla cultura del verde per costruire il futuro di domani?

Ho letto alcune interviste di João Nunes e concordo quando afferma che “il paesaggio è una conseguenza del rapporto tra l’uomo e il suo territorio di vita”. Sono fermamente convinta che il paesaggio non deve essere più soltanto associato ad un ambito naturalistico ma piuttosto deve essere inteso come un processo estetico–evolutivo dove le attività spontanee della natura si integrano all’intervento creativo dell’uomo. Investire sulla cultura del verde è parte integrante di un buon futuro: paesaggio e giardino, in tutte le loro molteplici forme, fanno parte della nostra storia e identità, non hanno senso se non esistono uomini che lo guardano, lo ascoltano e quindi lo vivono intensamente, in una totalità di esperienze sensoriali.

All’interno di giardini e serre da lei progettati, ha avuto modo di utilizzare allestimenti in corten e complementi d’arredo prodotti dalle aziende che collaborano con “Italia Bellissima”, quali Cuadra di Macerata e L’officina dei Giardini di Torino?

Mi piace utilizzare il corten nel disegno del giardino. Grazie alle sue caratteristiche uniche si inserisce perfettamente in ogni situazione, dall’ambito urbano agli ambienti naturali, come terra, legno, pietra, ghiaia e vegetazione. Utilizzo il corten in diversi modi: per separare, contenere e dare ordine alle zone del giardino, come percorsi, bordure e prato, per raccordare dislivelli e realizzare scale, per creare contenitori o fioriere che, se non disponibili sul mercato, disegno appositamente e faccio realizzare da abili artigiani come l’azienda Cuadra specializzata nella lavorazione dei metalli e dell’acciaio corten. Qui ho conosciuto l’architetto Cristina Malvestiti titolare dell’azienda, e siamo subito entrate in sintonia, conquistata dalla competenza e passione con cui affronta il suo lavoro. Cristina è un valido supporto nella realizzazione di quanto ideato, pronta ad ascoltare e definire ogni dettaglio. Tutta la loro produzione si basa su un’interpretazione creativa del giardino realizzata con cura e grande attenzione che solo il “fatto a mano” permette di forgiare.

Il corten è un materiale che interpreta al meglio anche i complementi del giardino come bellissimi corpi illuminanti, cancelli, recinzioni o importanti strutture come pergolati, gazebi, serre e verande, ambienti da vivere tutto l’anno nel pieno relax tra piante e fiori. Ad una mostra di settore ho toccato con mano le preziose opere artigianali realizzate dall’Officina dei Giardini. È stato un amore a prima vista! Opere uniche di assoluta qualità, studiate in ogni dettaglio dell’azienda di Vittorio Cravanzola, e completamente realizzate nel laboratorio torinese dalle mani sapienti degli esperti artigiani.

2017-09-23T07:53:41+00:00