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“Italia Bellissima” – La Poesia del vivere

Intervista ad  Andrea Capellino – Founder

by Fabrizio Aimar

M. Arch. Andrea Capellino – Founder

“Italia Bellissima”. Un progetto che reca nel suo nome una suggestione, quella di un’estetica e della sua qualità formale. Quali sono gli obiettivi e le aspirazioni di questo progetto?

E’ un progetto molto ambizioso. Per tradizione e cultura, noi italiani siamo portatori di innovazione e buon gusto. Puntiamo ad una continua ricerca e una riscoperta delle lavorazioni artigianali italiane legate al mondo dell’architettura. Si tratta nel ricercare nell’intera penisola, nei piccoli borghi e nei quartieri delle grandi città, uomini veri, piccole aziende che hanno saputo resistere nel tempo all’urto del “tutto uguale e a poco prezzo”, e che ancora oggi sono in grado di tramandare le loro capacità, il saper fare, il gusto del bello. Questi contenuti sono nella tradizione italiana e di cui, tuttora, abbiamo forte bisogno. Ci servirà la bellezza di un vaso, di una lampada, di un pavimento, di un tessuto. Oggi possiamo trovare questi prodotti in un supermercato o in un centro commerciale, ma, purtroppo, tutti uguali. “Italia Bellissima” ha l’obiettivo di dare la possibilità ad architetti, interior designer, appassionati, privati creativi, imprenditori illuminati, sia italiani che stranieri, di potersi svegliare al mattino pensando ad un oggetto particolare e sapendo che in quel comune o città di quella provincia italiana c’è un’azienda in grado di produrlo.

Tipicità, unicità e artigianalità dei prodotti, tutti rigorosamente Made in Italy. In un mondo contemporaneo in cui la grande distribuzione come IKEA ha riscritto i valori democratici del design, qual è il valore aggiunto dei 3 punti sopra citati?

Il grado di democraticità di IKEA è però limitato e a volte limitante. E’ bello poter arredare una casa con poche migliaia di dollari, ma è anche bello poter pensare che le case non siano arredate con soluzioni simili e abitate da famiglie stereotipate. L’unicità del prodotto di “Italia Bellissima” è legato alla tipicità, 2 valori entrambi derivanti dall’artigianalità. La produzione in serie, standardizzata, è solo una possibile conseguenza ma non è l’unica soluzione possibile, anzi.

In termini di know-how, qual è l’apporto che può dare l’Italia al mercato statunitense per un’alta qualità del life-style?

Gli americani amano l’Italia, la storia, la bellezza del territorio, del patrimonio culturale che la contraddistingue. Quando ritornano in patria portano con sé fotografie, video o qualche pezzo acquistato nel “bel Paese”. Gli architetti di “Italia Bellissima” aiutano il privato, o l’interior designer, a realizzare correttamente un progetto utilizzando i materiali di “Italia Bellissima”. Un’offerta in grado di soddisfare le precise e puntuali richieste dell’utente statunitense, di garantire la qualità del prodotto richiesto, i tempi di consegna e il corretto inserimento all’interno del progetto. Dobbiamo prendere dalla globalizzazione l’aspetto migliore, trasformando l’Italia nella boutique del pianeta. Per far questo è fondamentale valorizzare le antiche tradizioni, immettendo la voglia di bellezza dei giovani.

In una riga, come definiresti il progetto “Italia Bellissima”?

La poesia del vivere.

2017-09-23T08:56:23+00:00